“Credo ci sia sempre altro da fare e da sperimentare, la cosa fondamentale è non smettere di porsi delle domande, perché mentre le risposte sono definitive, le domande creano movimento ed evoluzione, e ci spingono ad andare avanti.”
– Gino Paoli

Dopo la scomparsa di Ornella Vanoni, se ne va anche Gino Paoli, tra i padri della canzone d’autore italiana. Nato a Monfalcone nel 1934 e cresciuto a Genova, è stato una figura chiave della “scuola genovese”, accanto a Luigi Tenco e Fabrizio De André.

Esordisce nel 1959, ma il successo arriva con “La gatta” e soprattutto con “Il cielo in una stanza”, portata al grande pubblico da Mina. Nel 1963 firma uno dei suoi brani più iconici, “Sapore di sale”, seguito però da un periodo di profonda crisi personale che lo conduce a un tentativo di suicidio, al quale sopravvive.

La sua vita privata intreccia relazioni importanti, tra cui quelle con Ornella Vanoni e Stefania Sandrelli, spesso riflesse nella sua produzione artistica. Negli anni torna più volte al successo, da “Una lunga storia d’amore” (1984) a “Quattro amici” (1991), fino alle partecipazioni a Sanremo negli anni 2000, dove riceve anche il premio alla carriera.

Alcune curiosità…

  1. La pallottola nel cuore – Dopo il periodo di depressione degli anni ’60, Paoli tentò il suicidio sparandosi al petto. La pallottola rimase per sempre nel suo cuore, perché i medici giudicarono più sicuro conviverci che estrarla.
  2. Il bar dei “Quattro amici” – Il leggendario bar della Foce a Genova, ispiratore del brano “Quattro amici”, era il luogo di ritrovo con De André, Tenco e Lauzi. Ancora oggi conserva memoria di quegli incontri storici.
  3. Passione per la vita semplice – Nonostante il successo, Paoli ha sempre mantenuto uno stile di vita discreto e legato alle piccole cose, come la cucina: si dice che amasse le uova alla coque, una sua passione semplice ma intensa.

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